
Ci sono dichiarazioni che fanno discutere, soprattutto quando riguardano un simbolo assoluto del calcio italiano. Francesco Totti, per chi lo ha visto giocare, rappresenta un talento puro, una visione di gioco fuori dal comune e una qualità tecnica straordinaria. Ma non tutti vedono il suo stile allo stesso modo.
Ilario Di Giovambattista, nel corso della trasmissione su Radio Radio, ha riportato alcune parole di Fabio Capello, che hanno immediatamente fatto rumore. L’ex allenatore ha espresso un’opinione destinata a dividere: “Totti era un centrocampista avanzato, aveva una grande visione di gioco, non correva e non aveva dribbling.” Affermazioni che hanno spinto Di Giovambattista a esclamare con tono sorpreso: “Una pippa… Eh, un po’ troppo mi sembra…”
A rispondere con una visione più articolata è stato Tony Damascelli, che ha voluto dare un’interpretazione più profonda alle parole di Capello. Secondo il giornalista, l’analisi dell’ex tecnico non è del tutto sbagliata. “Le caratteristiche di Francesco, la sua forza, il suo stile e la sua identità non erano la corsa e il dribbling.” Un’affermazione che, letta sotto questa luce, non intacca minimamente la grandezza del numero dieci giallorosso, anzi, ne sottolinea i punti di forza.
Le parole che accendono il dibattito: Capello e l’analisi su Totti
Nel confronto con altri giocatori, Damascelli ha citato un paragone che non lascia indifferenti: “Tra Dybala e Totti, per noi vecchi uomini di football, è Dybala che ha più dribbling.” Il giornalista ha però voluto mettere in evidenza le qualità che rendevano Totti un calciatore unico: “La potenza di Francesco, la sua visione di gioco e i suoi gol sono spettacolari.”
Uno degli aspetti più interessanti emersi dal dibattito riguarda la concezione della corsa nel calcio. Secondo Damascelli, “quando un allenatore dice che un giocatore non corre molto, in realtà l’importante è che corra bene, e poi che corre il pallone.” Un concetto che sposta il focus dalla quantità alla qualità del movimento in campo, dimostrando che il calcio non si riduce solo a chilometri percorsi o alla velocità.
Le parole di Capello hanno inevitabilmente acceso il dibattito, ma se c’è un aspetto su cui nessuno può avere dubbi è che Totti non fosse un giocatore come gli altri. La sua capacità di illuminare il gioco, la precisione nei passaggi e la capacità di segnare gol straordinari sono le qualità che lo hanno reso un’icona, indipendentemente da quanto corresse o dribblasse. Il suo talento era qualcosa di diverso, qualcosa che andava oltre le semplici statistiche. E forse, è proprio questo che lo ha reso immortale nel cuore dei tifosi.