
L’arrivo in giallorosso di Nico Lopez è stato un episodio che ha suscitato molta curiosità e qualche interrogativo. Nonostante il grande talento che aveva attirato l’attenzione della Roma, la sua integrazione nel club non è stata affatto semplice. A complicare la sua permanenza nella Capitale fu un’accesa controversia legale con il Nacional, il club uruguaiano che lo aveva ceduto alla squadra italiana. Il suo procuratore, accusato di rapimento, aveva infatti portato Lopez in Italia con un contratto che non venne considerato valido. Questo ingarbugliato intreccio legale si risolse solo con l’ufficializzazione del trasferimento durante il mercato di gennaio del 2012.
Nico Lopez, conosciuto per il suo carattere esuberante e a tratti irriverente, non passò inosservato neppure fuori dal campo. Walter Sabatini, ex direttore sportivo della Roma, ricordava con particolare vividezza il suo esordio in Serie A: “Lo tenevo nascosto in albergo. Era un ‘ratto’ al Nacional. Un grande giocatore”. Sabatini non poteva fare a meno di ammirare le qualità tecniche di Lopez, che aveva subito messo in mostra un talento fuori dal comune, segnando un gol con un pallonetto al Catania. Tuttavia, come spesso accade con i grandi talenti, la sua personalità complessa emerse ben presto, dando vita a una serie di situazioni che ne condizionarono la carriera a Roma.
“Follie notturne”, la rivelazione inaspettata
L’approccio di Nico Lopez alla vita da professionista sembrava non essere dei più convenzionali. L’ex dirigente giallorosso lo descrisse come un giovane dalle abitudini bizzarre, facendo riferimento a un episodio curioso: “Non si spogliava con gli altri. Mai saputo perché, nonostante gli agguati che gli facevo per capire”. Questo comportamento, insieme alla sua personalità intrinsecamente difficile da decifrare, fu uno degli aspetti che segnò la sua esperienza a Trigoria. Nico Lopez si faceva notare anche per la sua vita fuori dal campo, dove non mancavano notturne follie, spesso arrivando a dormire fuori dalle strutture del club. “A volte lo trovavano addirittura sulla panchina, lontano dalla sua stanza a Trigoria”, raccontava Sabatini, con un velo di tristezza nel tono.
La storia di Nico Lopez è quella di un talento che, nonostante le potenzialità enormi, non è riuscito a fare il salto definitivo nella grande squadra. Un fenomeno dal grande talento, ma con una psiche che lo rendeva incomprensibile e difficile da gestire. Eppure, il suo passaggio alla Roma resta uno degli episodi più affascinanti e misteriosi degli ultimi anni. Chi sa cosa sarebbe accaduto se le cose fossero andate diversamente?