Pellegrini? “Troppe aspettative, non è un fuoriclasse” e non solo: ex Roma duro sul Capitano giallorosso

Le aspettative sono una forza potente, ma possono diventare un fardello difficile da portare. Come influiscono sui giocatori che ereditano il posto di una leggenda?

Melissa Landolina -
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pellegrini as roma
Lorenzo Pellegrini (ANSA FOTO)

Nel mondo del calcio, una carriera che inizia con grandi promesse può essere pesantemente influenzata dalle aspettative. Questo è esattamente ciò che sta vivendo Lorenzo Pellegrini, capitano della Roma. Con il suo talento evidente, è stato spesso paragonato ai grandi nomi che hanno fatto la storia della squadra giallorossa, tra cui Francesco Totti. Ma come ogni tifoso sa, le ombre delle leggende possono essere più ingombranti di quanto si pensi. A parlare della situazione del centrocampista giallorosso è stato recentemente Paolo Baldieri, che, durante un intervento a Radio Romanista, ha espresso una visione schietta e profonda sulla condizione di Pellegrini.

In una serie di dichiarazioni che hanno suscitato riflessioni tra i tifosi, Baldieri ha detto: “Pellegrini è un ragazzo a cui hanno dato troppe responsabilità, nel senso che non è un fuoriclasse”. Una frase che non solo mette in luce la realtà delle sue capacità, ma anche l’intensità delle aspettative che gravano su di lui. “È un buon giocatore, il problema è che ci si aspettava troppo dopo uno come Totti, quindi questo lo ha un po’ schiacciato”, ha continuato Baldieri, suggerendo che il paragone continuo con il capitano storico della Roma abbia messo il giovane Pellegrini sotto una pressione che non gli ha permesso di esprimere il suo massimo potenziale.

La pressione di essere il successore di una leggenda: la riflessione di Baldieri su Pellegrini

Il commento non si limita a una semplice critica, ma analizza un fenomeno ben noto nel calcio. “Non è facile, come con Giannini dopo Di Bartolomei”, ha aggiunto Baldieri, facendo riferimento a un altro caso storico della Roma. Dopo il ritiro di Agostino Di Bartolomei, Giuseppe Giannini si trovò a dover rispondere a una pressione simile, cercando di raccogliere l’eredità di una figura iconica. Pellegrini, in un contesto simile, si è trovato a dover raccogliere il testimone da Totti, una figura tanto amata dai tifosi quanto irraggiungibile.

Baldieri ha continuato a esprimere il suo pensiero su Pellegrini, definendolo un buon giocatore, ma non un fuoriclasse. “Lui comunque non ha troppa tecnica ed è un po’ lento”, ha sottolineato, indicando che le sue qualità non sono quelle di un talento fuori dal comune, ma piuttosto quelle di un ottimo centrocampista che ha bisogno di essere messo nelle condizioni giuste per esprimersi al meglio. “Perciò in campo o si ritaglia un posto in cui non ha pressioni o va in difficoltà”, ha osservato, spiegando che il contesto di gioco deve adattarsi alle caratteristiche del giocatore, e non viceversa. Un centrocampista come Pellegrini, secondo Baldieri, ha bisogno di un ruolo dove non ci siano troppe aspettative, dove possa esprimersi senza il peso di essere considerato l’erede di una leggenda.

La parte più interessante della riflessione di Baldieri riguarda però la fascia da capitano. Secondo il commentatore, Pellegrini sarebbe in grado di giocare meglio se “gli togliessero un po’ di responsabilità”. “Senza fascia, per me andrebbe meglio”, ha detto Baldieri, suggerendo che, togliendo la fascia da capitano, il giovane centrocampista potrebbe finalmente concentrarsi sul gioco senza il peso di un ruolo che lo costringe a essere sempre sotto i riflettori. Il capitano della Roma, infatti, ha sulle spalle il destino di una squadra e di una città intera, un onere che potrebbe essere meno schiacciante se avesse la possibilità di giocare con maggiore tranquillità.

Queste parole non sono una critica diretta alle capacità di Pellegrini, ma piuttosto un’analisi sul come le aspettative, spesso esagerate, possano influire negativamente su un giovane talento. “Rimane comunque un ragazzo di Roma”, ha concluso Baldieri, rimarcando che nonostante le difficoltà, il legame con la città e la squadra resta forte. Tuttavia, è proprio quel legame che lo rende ancora più vulnerabile agli occhi di tifosi che vogliono vedere in lui il nuovo Totti.

In un mondo dove le pressioni diventano ogni giorno più forti, sarà interessante vedere come Pellegrini riuscirà a gestire il suo ruolo, soprattutto alla luce di un futuro che, secondo Baldieri, potrebbe essere più luminoso se il ragazzo fosse messo in una posizione meno ingombrante. La verità è che a volte non basta il talento per sfuggire all’ombra delle leggende. E forse, per Pellegrini, trovare un ruolo che lo faccia sentire più libero potrebbe essere la chiave per sviluppare tutto il suo potenziale.