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Di Artem Dovbyk e del suo rendimento si parla spesso. Forse anche troppo. Sono tanti gli argomenti che vengono affrontati in merito al centravanti ucraino, dimenticando, però, un aspetto della sua vita privata che incide pesantemente sul suo stato d’animo.
Dovbyk è estremamente provato
Troppo spesso, come giustamente fa rilevare la Gazzetta dello Sport, dimentichiamo che il calciatore si sveglia tutti i giorni con l’unico pensiero di guardare il cellulare per verificare se nel tuo Paese, nella tua città, quella nel quale vivono ancora i tuoi cari, ci sono stati bombardamenti.
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Il tentativo andato a vuoto di portare i suoi familiari a Roma
Artem ha raccontato qualche tempo fa, in un’intervista, di aver cercato di convincere i suoi familiari a raggiungerlo a Roma. Un tentativo vano per l’attaccante giallorosso che non può non vivere con il fiato sospeso pensando agli scontri in corso in Ucraina.
La preoccupazione per il confitto è tanta
La preoccupazione per lui è tanta e costante. La guerra in corso non può non incidere sulla serenità di Dovbyk. Un confitto nel quale sono coinvolti, in qualche modo amici e parenti, e che sta distruggendo i luoghi della sua infanzia, di certo non lo aiutano a mantenere la testa costantemente concentrata sul calcio.
Dopo tre anni la guerra non accenna a finire
Uno stato d’animo difficile da comprendere appieno per chi non ha mai vissuto un confitto come quello che sta colpendo l’Ucraina sin dal 24 febbraio del 2022. Scontri che, dopo tre anni, non sembrano accennare a terminare coinvolgendo tante persone innocenti.